Castello Svevo di Barletta

Il Castello di Barletta fu edificato dai Normanni intorno all’XI secolo e la sua costruzione terminò nel XVII secolo. Nell’arco di questi seicento anni, è stato teatro di diversi cambiamenti e rinnovamenti architettonici, dovuti prevalentemente alle scelte stilistiche e simboliche delle dinastie che lo hanno popolato.

Castello di Barletta

La storia del Castello

Il Castello di Barletta venne dunque costruito dai Normanni intorno al 1050 in prossimità dal mare ed incuneato nella più antica cinta muraria che cingeva la città.

“Appare difficile assegnare una datazione certa alle origini del castello” dice lo scrittore barlettano Loffredo, al contrario del De Leon, che escludeva ci fossero state fortificazioni a Barletta prima dei Normanni. Secondo Guglielmo Apulo fu il conte Pietro fondò dapprima Andria, Corato e Bisceglie, mentre fece più grande Barletta sulla costa. Per questo motivo al conte Pietro vengono assegnate non solo le prime fortificazioni di Andria, Bisceglie e Corato, ma anche quella di Barletta. Il normanno conquisterà poi Trani otto anni dopo.

Il Castello di Barletta fu concepito per fungere da prigione-fortezza contro i nemici, poiché era circondato dal mare che in quel tempo giungeva sino all’attuale fossato, ma con l’elezione al trono di Federico II di Svevia, il castello fu adibito a residenza privata, come dimostrano le finestre della struttura che si affacciano sul cortile.

Quando Federico II si addentrò per la prima volta nel Castello si trovò di fronte ad una struttura irregolare, diversa dalla sua concezione di costruzioni simmetriche e di forme geometriche compiute. Per questo concepì la costruzione della sua “domus” sull’ala est, accentuando gli aspetti architettonici e decorativi.

Nel 1215 Federico II viene incoronato a Magonza come Re dei Romani e di Germania e nel 1220 consacrato Imperatore da papa Onorio III.

Nel 1228 è a Barletta per bandire la V Crociata, nel 1229 vi dimora per due mesi, nel 1234 istituisce fiere annuali in sette città a rotazione. È logico pensare che il castello di Barletta, simbolo dell’autorità regia, ricevesse cura particolare da parte dell’Imperatore, ma non abbiamo documentazione dei suoi interventi.

Nel 1251 Manfredi, nuovo imperatore e figlio naturale di Federico, è a Barletta ove, per istigazione di Innocenzo IV, i Barlettani si ribellano e sono costretti a demolire le mura congiunte al castello. Nel ’55 il Castello viene occupato dalle milizie del papa, Manfredi marcia sulla città poi si allontana lasciando ai fidi saraceni il compito di mettere in fuga i pontefici reimpadronendosi del castello.

Con l’era angioina, Carlo I che nutriva sentimenti di odio nei confronti di Federico rivoluziona la fortezza di Barletta, edificando però il suo palazzo poiché ritenne di non dover usufruire del palazzo dell’imperatore svevo. Ad un anno dal suo insediamento al potere inizia subito i lavori nel castello di Barletta dei quali si hanno prove nelle eccezionali documentazioni conservate nell’archivio del castello stesso. Questi lavori furono intrapresi dall’Aprile del 1269 fino al maggio del 1282.

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Il 4 giugno 1294 avviene un episodio importante per Barletta e cioè la concessione, da Melfi, dell’unione del suo territorio a quello di Canne.
Nel quadro della lotta che si svolge in tutta Europa contro l’ordine dei Templari, accusati di eresia anche dalla chiesa cattolica, il 31 marzo 1308 Roberto, Vicario di Carlo II, ordina al castellano di Barletta di catturarli e di custodirli nelle carceri del castello (il carcere durerà fino al 1312, data in cui viene soppresso l’ordine).

Il periodo angioino finirà nel 1442 con l’ascesa al trono di Napoli di Alfonso che darà inizio al periodo aragonese che prosegue successivamente con Ferdinando I (1458-1494) che sarà incoronato proprio nella città di Barletta nella Cattedrale di S. Maria Maggiore nel ’59. Nel 1494 gli succede Alfonso II d’Aragona ma è costretto ad abdicare in favore di Ferrandino. Quest’ultimo muore subito dopo due anni e sale al trono Federico II (1496 – 1501) che sarà l’ultimo re aragonese. In questo periodo è importante sapere che il castello oltre alla sua funzione di difesa contro l’audacia dei turchi veniva infatti utilizzato anche per feste ballantiricevimenti banchetti di ogni genere.

Era epoca di cambiamenti e proprio tra il 1500 e il 1503 infuria la guerra tra Ferdinando il Cattolico e Luigi XII ed il 26 aprile di quest’ultimo anno gli spagnoli battono in francesi a Cerignola per cui, con la Tregua di Lione, il re francese rinuncia ai diritti sul regno di Napoli a favore del re spagnolo.
Risale a quest’anno l’episodio della “Disfida di Barletta” quando, il 13 febbraio, di fronte alle parole di dispregio di Carlo de Togues (Monsignor de la Motte), tredici cavalieri italiani si scontrarono contro altrettanti francesi e vinsero.

Sotto gli spagnoli nel XVI secolo, Carlo V ordinò che il vecchio castello di Barletta fosse ampliato rispetto al precedente perimetro.
Al termine della ricostruzione il castello si presentò come un grande quadrilatero arricchito da quattro baluardi pentagonali angolari a pareti sfuggenti, trovando il suo assetto definitivo, che è quello attuale.

Il castello di Barletta anche se costruito su un impianto normanno-svevo-angioino, è dunque spagnolo, nella sua versione moderna realizzata, grazie a Carlo V di Spagna. Il castello tornò quindi ad essere una fortezza inespugnabile e praticamente inattaccabile, grazie alla sua struttura a base regolare e gli spigoli dei cortili protetti da imponenti bastioni, rendendo impossibile qualsiasi attacco da parte di pirati o guerriglieri.

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Il Castello riaffermò la sua funzione difensiva anche il 24 maggio 1915, data che segnò il violento attacco delle forze austriache sulle coste italiane e nella quale la sua struttura rimane intatta e nuovamente inattaccabile.

Oggi, il Castello Svevo di Barletta ospita al suo interno il Museo Civico, la Biblioteca Comunale e il famosissimo busto di Federico II di Svevia, al quale è legata tutta la storia della Terra di Bari. È la sede preferita per l’organizzazione di eventi culturali, letterari, concerti, mostre e conferenze di interesse regionale e nazionale.

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L’architettura del Castello di Barletta

Gli elementi architettonici del Castello di Barletta ci assicurano che era una fortezza. Questi elementi sono:

  • quattro bastioni angolari a punta di lancia,
  • il fossato che corre lungo il perimetro dell’edificio,
  • il rivellino e il ponte levatoio,
  • le cannoniere e la merlatura sugli spalti.

Il Castello è costruito su tre ordini di fuoco dei quali, i primi due inferiori sono muniti di casamatta, mentre quello superiore è a cielo aperto.
Due cordoni marcapiano girano attorno al complesso. Dove dal cordone superiore in basso, la scarpata pende di 1,5 m circa, mentre verso l’alto il muro è verticale fino alla sommità. La lunghezza di ciascuna fronte varia da 130 a 120, di cui 2/5 sono di cortina e 3/5 sono occupati dai bastioni.

Lungo tre lati gira un importante fossato che serviva in caso di emergenza, avrebbe potuto essere inondato dal mare.

Ogni bastione dista l’uno dall’altro 125 m. e ognuno presenta all’interno due casematte circolari sovrapposte (16 metri di diametro) con al centro un’apertura circolare per la dispersione dei fumi o dei rumori d’artiglieria.

architettura Castello di Barletta

Tutto il complesso è costruito con pietra calcarea chiara, tagliata in blocchi perfettamente quadrati e bugnati, che provengono da cave della zona.
muri sono molto spessi e questo si può notare all’interno con un colpo d’occhio nelle fessure dei bastioni che danno verso l’esterno.

Al castello vengono attribuite numerose definizioni, tra cui normanno, svevo, angioino. Nessuna delle quali è errata, poiché ognuna di queste civiltà e dominazioni ha contribuito – come abbiamo visto – alla realizzazione del complesso architettonico, strutturale del castello. Certamente il castello come si presenta oggi però, è sicuramente il frutto dell’ultima grande ricostruzione avvenuta ad opera degli spagnoli.

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