Basilica del Santo Sepolcro

Chiese

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Santo Sepolcro: vista esterna

La Basilica del Santo Sepolcro, rivolta verso oriente quasi a indicare la direzione della Terra Santa, rievoca lo stretto rapporto esistente tra Gerusalemme e il sepolcro di Cristo, perché è un luogo di culto prima del pellegrinaggio verso la Terra Santa.

La pianta è scandita da tre navate, un transetto trasversale e un’abside per navata. I campanili (tre in totale), furono edificati in tre epoche distinte: il primo in direzione nord-ovest fu innalzato dagli aragonesi, il secondo in direzione ovest dagli spagnoli nel Rinascimento e il terzo in pieno periodo barocco.

La Basilica del Santo Sepolcro è oggi il punto di partenza di processioni religiose il venerdì santo e ogni 14 settembre.

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Santo Sepolcro: vista interna

La storia della chiesa

Eretta nel XII secolo, probabilmente su una preesistente costruzione dell’XI sec., e ristrutturata poi in epoca angioina (seconda metà del XIII sec.), la chiesa è testimonianza, insieme ad altri monumenti in Puglia, di quel sistema di edifici (chiese, ospizi, ospedali), diffuso su tutto il territorio e destinato all’accoglienza dei numerosi viaggiatori e pellegrini che si recavano in Terra Santa nel periodo delle Crociate.

Annessa ad un Hospitium per crociati e pellegrini, fu amministrata tra XII e XV sec. dai Canonici Regolari del Santo Sepolcro e affidata poi, a partire dalla metà del XVI secolo ai Cavalieri di Malta che la mantennero fino alla data di soppressione dell’Ordine (1808).

Nonostante i ripetuti interventi, l’edificio conserva evidenti tracce dela struttura originaria che i lavori di restauro, compiuti nei primi anni ’70 del secolo scorso, hanno evidenziato rivelando, nel contempo, le chiare influenze architettoniche provenienti dalla Borgogna, mediate dalla Terra Santa, e contaminatesi con i caratteri propri della tradizione locale.

La struttura della Basilica

A modalità architettoniche tipicamente pugliesi riconduce il sistema di copertura con tetti piramidali, ricoperti da lastre di pietra piane, delle chiancarelle.

L’attuale facciata, scompartita da lesene e coronata da un imponente frontone, fu realizzata nel 1770, in seguito alla demolizione del portico di epoca medievale antistante la chiesa, di cui si possono osservare ancora alcuni resti (le basi dei pilastri e l’arco laterale). Completa la facciata sulla sinistra il basamento del campanile mozzato in seguito al terremoto del 1456. La fiancata nord presenta una serie di arcate cieche ogivali e un bel portale con baldacchino cuspidato. Ad oriente si aprono tre absidim poco sporgenti direttamente innestate sul muro di fondo; di qui, al disopra del transetto, si notano i resti del campanile di stile barocco, progettato nel 1737 dall’architetto bitontino Vito Valentino, in sostituzione della struttura precedente, anch’esso demolito nel 1903 perchè pericolante.

L’interno è a tre navate scandite da pilastri cruciformi sormontati da maestose arcate a sesto acuto e coperte da volte a crociera. All’ingresso l’ambiente al piano superiore, risalta per la scenografica pentafora con un’abside a sbalzo a forma di cono: tale struttura riconduce insieme all’intero apparato scultoreo della chiesa, a modelli d’Oltralpe.

La chiesa conserva numerosi brani di affreschi (XIII-XIV sec.) e un ricco Tesoro con alcuni oggetti di notevole pregio che la tradizione vuole provenienti dalla Palestina: la stauroteca del Sacro Legno, in lamina d’argento dorato su piede a smalti di Limoges (fine XII sec.), ancora oggi oggetto di grande venerazione, un tabernacolo portatile (XIII secolo) e una colomba eucaristica del 1184, entrambi manufatti di arte limosina, un ostensorio in argento dorato (XIII sec.) e un Breviario del XII decolo.

Nella prima cappella a destra, ricostruita nel 1608 da Gran Priore dell’Ordine di Malta Castromediano, e dedicata a S. Giovanni Battista, patrono dell’Ordine, si può osservare il quadro del Santo, opera del pittore pugliese Cesare Fracanzano (metà XVII sec.); sullo stesso lato si trova una mirabile icona della Madonna di Costantinopoli di scuola cretese-veneziana (XVI secolo).