Sei un turista e non hai mai visto Barletta?

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I 4 posti da cui devi passare

Se vuoi fare un giro non conforme di Barletta eccoti serviti i 5 particolari essenziali che possono stupire turista e barlettano.

Inizio con il mezzo busto del marinaio cannoniere Francesco Conteduca, prima Medaglia d’Oro al Valor Militare della Marina Militare del Regno d’Italia dopo la Battaglia di Lissa del 1866. Pochi sanno che quel mezzobusto presente all’ingresso laterale del Castello Svevo di Barletta, conserva la storia di un eroe. Il barlettano Conteduca infatti durante il bombardamento del Forte di San Giorgio nell’Isola di Lissa, fu ferito da una granata nemica che gli aveva spappolato una mano. Reprimendo ogni grido di dolore, rimase al suo posto di combattimento, rifiutando ogni soccorso, affinché i suoi compagni non si occupassero della sua dolorosa ferita ed il cannone non tacesse davanti al nemico.
Il suo esempio infiammò i compagni vicini che ripresero con più intensità a controbattere le salve nemiche che bersagliavano inesorabili la Formidabile, nave italiana, che resistette stoicamente, rispondendo colpo su colpo, e che solo dopo alcune ore di durissimo scontro si ritirò da quelle acque.

Tagliando poi per i giardini del Castello e scendendo verso la litoranea di ponente percorrendo via Mura S. Cataldo si può vedere Porta Marina. Unico esempio rimanente delle sette antiche porte della città di Barletta. La particolarità sta nelle diverse facciate della stessa porta, unico motivo che si ripresenta da ambi gli ingressi è lo stemma borbonico.

Tornando in Città, imperdibile è la “la Via del Pesce”. Si tratta di via Nazareth, anticamente questa era la via dove si vendeva e comprava il pesce. A testimonianza di ciò c’è un soprarilievo all’ingresso della strada. Barletta infatti è una Città in cui terra e mare si sono incontrati in un binomio perfetto. Tutto il centro storico è la parte “marinara”.

E infine l’orologio di S. Giacomo. L’orologio, costruito nel 1895 in Corso Vittorio Emanuele a spese della cittadinanza barlettana, serviva all’epoca per scandire il tempo di coloro che un orologio da tasca non lo possedeva.
Questi alcuni scorci più misteriosi a mio avviso della Città, ma ovviamente chi più ne ha più ne metta.

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