Passato il Santo passata anche la festa

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Passato il Santo passata anche la festa” dicono gli anziani. Questa mattina, infatti, la patrona di Barletta, la Madonna dello Sterpeto, ha “lasciato” la cattedrale per tornare di nuovo nella sua dimora, il Santuario. In gergo barlettano si dice, “Vado ad accompagnare la Madonna“, quando si assiste alla processione di rientro della sacra icona. Un’espressione alquanto curiosa e carica di significato, esplicativa della forte devozione nei confronti della Santa Madre, la cui immagine diventa per i cittadini quasi vivente. E proprio per il carico di tradizione e di emozione che questa festa possiede, abbiamo voluto tirare le somme e chiedere ai cittadini un resoconto dei tre giorni appena trascorsi.

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Alla domanda com’è andata la festa? È stata appagante? Un anziano incontrato tra le mura del centro storico mi ha risposto: “Sì, per fortuna anche quest’anno è andata bene. Avevo sentito che probabilmente il nuovo sindaco aveva intenzione di non metterla in atto per via dei pochi fondi che la città ha a disposizione e, a pensarci bene, nessuno lo avrebbe accettato. La festa è antica, significativa e la processione ha un significato profondo. Anche quest’anno ho pianto quando la Madonna mi è passata accanto.

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Una delle magie della festa è la multi etnicità che si respira” mi risponde una ragazza sui vent’annie anche quest’anno l’ho riscontrata in giro per la città. Adoro le bancarelle, l’odore dello zucchero filato, le illuminazioni sopra la mia testa. Adoro anche il fatto che in questi giorni persino le differenze sociali vengono meno. La gente si mescola, indipendentemente dallo status, e tutti, ma proprio tutti, assaporano il delizioso panino con la salsiccia“.

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Un’altra ragazza mi ha risposto: “Studiando fuori, ho sempre il timore di non riuscire a tornare in tempo ma per fortuna quest’anno ho finito gli esami prima. Non riesco proprio a capire perché tanti miei coetanei, invece, preferiscono scappare via in questi giorni e non viversi il fascino dell’evento. Si sta un po’ perdendo il sapore tradizionale della festa e molti la snobbano perché fa figo. Io la adoro, è uno dei miei momenti preferiti in città. Se posso fare una critica, quest’anno i fuochi sono stati un po’ troppo brevi, mi aspettavo lo spettacolo piromusicale come quello degli scorsi anni. Peccato!“.

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Abbiamo chiesto anche ai più piccoli se questi giorni in città sono stati divertenti e Martina, una bambina di tre anni con le treccine e una parlantina da adulta mi ha detto: “Io sono andata alle giostre con mamma e papà. Io adoro il bruco mela e papà mi ha accompagnato a fare un giro perché sono troppo piccola per andarci da sola. Quando stavo sopra salutavo mamma che mi guardava dal basso e mi sentivo così grande. Quasi quasi chiedo a papà se mi ci porta di nuovo. Poi c’erano le tazze, l’elefante, i cavalli. Mi accompagni tu di nuovo?“.

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Insomma, a conti fatti la festa ha sprigionato anche quest’anno la magia di sempre, l’affluenza è stata come al solito molto elevata e tutte le tradizioni sono state rispettate. Adesso non ci resta che aspettare un altro anno per riviverla, sperando che come se fosse la prima volta, ci sorprenda ancora come bambini.