I ragni dell’Adriatico

Turismo


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I trabucchi sono antiche costruzioni, dalla struttura in legno, formate da una piattaforma protesa verso il mare ed ancorata alla roccia oppure alla terra ferma attraverso grossi tronchi di “pino d’Aleppo” dal quale si estendono lunghe antenne che sostengono una enorme rete a maglie strette detta trabocchetto.
Il trabucco ha origini lontane, si pensa fosse una invenzione fenicia, però la prima datazione nella penisola italiana risale al XVIII Secolo Dc. I pescatori del Gargano infatti cominciarono a costruire questi “ragni nel mare” per non essere soggetti ai capricci delle condizioni meteorologiche, soprattutto in inverno.
I trabucchi si sviluppano soprattutto nella costa adriatica in quanto i pescatori spesso soffrivano le raffiche di maestrale che rendevano difficile la pesca in alcuni mesi dell’anno. La pesca che si pratica su queste strutture si chiama “Pesca a Vista” e consiste nell’intercettare visivamente i flussi di pesci che passano sotto la rete. La rete viene issata grazie all’argano, un macchinario che viene azionato a mano.

I trabucchi sono strutture che caricano di significato il paesaggio, sia per l’osservatore che per chi lo abita.
Questo prodotto della cultura del lavoro dell’uomo, a Barletta è stato abbandonato pur essendo uno dei simboli della città stessa. Per moltissimi anni oltre ad assolvere alle funzioni di macchina da pesca, serviva ai più giovani per lanciarsi in acqua nel periodo estivo. Addirittura, di quel che ne rimane dopo essere stato quasi completamente bruciato, è l’ultimo esemplare dei quattro presenti sulla costa della città nello scorso secolo.
Il trabucco nel concetto di paesaggio è l’espressione dell’interazione tra sistemi sociali e ambientali, che serve ad evocare la ricchezza del passato per lo sviluppo futuro. Il tentativo di porre le basi per la conservazione ed il riuso del “ragno di mare” di Barletta potrebbe servire a tutelare non solo la struttura un tempo simbolo, ma anche per far riemergere antichi mestieri perduti e magari utili al giorno oggi.

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