Lo spettacolo Sottosopra della compagnia TeatRing. Intervista agli attori

Spettacoli


Domenica 15 Febbraio, alle ore 18:30, arriva il terzo appuntamento con gli spettacoli della “Rassegna Teatrale 2015 – 6 da Teatro?” a cura de “La Fabbrika”.

Dopo due sold out, il cabaret dei Cd Rom e la prosa della Compagnia C.U.T., è il momento della commedia con la Compagnia TeatRing che porta in scena lo spettacolo “Sottosopra – perché ho più diritto di te a suicidarmi” (guarda la locandina).

Vi ricordiamo che per prenotare il vostro posto visitate www.lafabbrika.it o scrivete a biglietteria@lafabbrika.it, o contattate via cellulare i seguenti numeri: 328.3097111 – 347.7174329. Biglietti presenti anche sul circuito Booking Show.

teatring

Intervista agli attori della compagnia TeatRing

Chi è TeatRing? E di cosa si occupa principalmente?

TeatRing è una compagnia teatrale nata nel 2004. La sua attività spazia tra la produzione di spettacoli ed eventi culturali, alla formazione teatrale professionale e vanta collaborazioni con grandi insegnanti di fama internazionale.

Chi sono i personaggi dello spettacolo “Sottosopra – perché ho più diritto di te a suicidarmi”?

Sono quattro “dispersi”: persone che a loro modo si trovano di fronte a quello che considerano il fallimento della propria esistenza. Sono tutti e quattro mostruosamente differenti e, se non fosse per questo strano caso del destino, mai le loro vite si sarebbero potute incrociare.

A primo impatto il tema apparente dello spettacolo è il suicidio, ci state dicendo che è uno spettacolo “pesante”?

No. Il linguaggio utilizzato è quello della commedia. Una black comedy, cinica e dissacrante. La situazione paradossale in cui i personaggi si trovano è, di per sé, comica. Il modo in cui si arrabattano per andare avanti con le proprie vite fa ridere, sbellicarsi e sorridere, ma, come solo il teatro riesce a fare, senza smettere mai di pensare.

La pièce teatrale è liberamente tratta dal romanzo di Nick Hornby, di cui è stato realizzato un film, quanto ha influito questo sul vostro lavoro?

Per niente. Abbiamo iniziato a lavorare allo spettacolo molto tempo prima che uscisse il film e quando è uscito avevamo già praticamente concluso il montaggio. Non abbiamo voluto vederlo sino al debutto. Ci siamo basati sul romanzo.

È la prima volta che questo spettacolo arriva in Puglia? Dove è stato portato precedentemente?

È la prima volta in Puglia non solo per lo spettacolo, ma per tutta la compagnia!
Il debutto risale a meno di un anno fa ma da allora abbiamo avuto la fortuna di essere in tre teatri diversi a Milano, di vincere un bando in provincia di Bologna e di fare repliche in Liguria. Adesso nel nostro futuro c’è Barletta, ancora Milano a Marzo, Carpi ad Aprile e a Maggio Roma, perché siamo in finale nazionale al Festival Inventaria. E speriamo che questa fortuna e apprezzamento continuino a lungo!

Perché si dovrebbe scegliere di vedere questo spettacolo?

Perché è divertente ma anche molto profondo. Perché in ogni personaggio possiamo riconoscere tutte le nostre assurdità. Perché si ride dell’essere umano con dolcezza e compassione. Perché il nuovo teatro, il teatro indipendente, va difeso e mostrato. Perché la gente si sta allontanando dal teatro, proprio perché le nuove compagnie, le produzioni indipendenti, non sono supportate in nessun modo dalle istituzioni, ormai. E rischiano di defungere, senza avere la possibilità di mostrare la grandissima ricchezza che, in tutta Italia, rappresentano. Il nuovo teatro ormai si affida al passaparola. E’ importante che le persone si riavvicinino a quest’arte, per scoprire tutte quelle produzioni, nascoste e fuori dai circuiti strapubblicizzati, che ancora sono in grado di scuotere, di creare la magnifica magia del “qui e ora” che solo l’evento teatrale vissuto con onestà, professionalità e, soprattutto, urgenza, è in grado di creare.

Un saluto originale, con un messaggio in codice relativo allo spettacolo.

Veniteci a vedere, siamo una specie di gang. Come i Beatles!

Un invito ai lettori.

Proteggete il vostro cervello. Non lasciatelo affogare nelle paludi dell’intrattenimento organizzato e apparecchiato per voi, ma concedetegli una vacanza: scegliendo, guardando, godendo dell’arte, della cultura e del teatro sincero.
E’ vero, “la cultura non si mangia”, disse qualcuno non troppo tempo fa.
Ma fa sentire meno soli. Fa capire che l’essere umano può essere grandioso e che la sua mente e il suo cuore non hanno confini. “il teatro non è indispensabile: serve ad attraversare le barriere tra te e me”. Disse Jerzy Grotowski, cioè qualcuno di più erudito dell’autore della prima citazione”.

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