Il Rock dei Gadjos a Barletta

Musica


Il Rock non è in crisi e a Barletta, i Gadjos, band emergente che ha avuto l’onore di suonare accanto ai Litfiba, il gruppo rock per eccellenza a livello nazionale, presenteranno a breve il loro ultimo lavoro.
Abbiamo intervistato il front man Luca Raguseo, che ci racconta come sono nati i Gadjos e i progetti musicali per il prossimo futuro.

Per rompere il ghiaccio. Luca avete conosciuto Piero Pelù, ci dici cosa significa collaborare con una “Rock Star”?

Piero è una persona genuina, senza peli sulla lingua. Tutto è nato da un concorso indetto dagli stessi Litfiba in collaborazione con Virgin Radio, il Grande Nazione Contest, dove le band potevano partecipare solo con brani in lingua italiana.

Come si è svolto il “Contest”?

Partecipavano più di settanta band provenienti da tutta la penisola. Ci siamo sfidati a colpi di “mi piace” sui social network. Dopo varie prove “live” superate siamo arrivati in finale, dove con altri tre gruppi ci siamo sfidati nell’Hard Rock di Firenze davanti a Piero Pelù e Ghigo. In palio c’era un premio troppo importante per una band emergente come la nostra: essere il gruppo spalla per il ritorno dei LitFiba in concerto, il 1 Giugno 2012.

Qual è stata la reazione quando vi hanno annunciato come vincitori?

E’ stato come il rigore di Fabio Grosso a Berlino, la stessa emozione, la stessa corsa. Ci siamo lanciati tutti contemporaneamente sul palco e abbiamo gridato di gioia.

Cosa significa Gadjos?

La parola significa “stranieri”, è una metafora. Ci sentiamo come dei nomadi, il nostro è un viaggio spinto dalla curiosità e dalla ricerca del nuovo, senza dimenticare che siamo una “Rock Band”.
Siamo nati nel 2007, però solo nel 2012 il gruppo si è stabilizzato. Oggi siamo cinque, Antonio Lanotte alla chitarra, Claudio Doronzo al basso, Cosimo Orofino alle tastiere, Marco Pistillo alla batteria ed io, Luca Raguseo alla voce.

Il Rock in italiano non è un’impresa semplice, come prendete questa sfida?

Innanzitutto realizzando lavori inediti seppur sulla base di un sound Rock classico anni 80, con la variante psichedelica degli anni ’70 e le fusioni elettroniche del 2000. E poi il nostro cavallo di battaglie è il “live”, sul “campo di battaglia”, errori tecnici inclusi (il bello della diretta). Ci piace trasmettere la nostra energia alla gente.

Cosa volete trasmettere con la vostra musica?

Il nostro è un Rock terapeutico. Parliamo di una generazione stanca, alla quale non è concesso nemmeno avere degli ideali. Manipolati e storditi dai falsi fenomeni proposti dai media televisivi, molti di noi vivono una distorsione della realtà. I media stanno diventando i killer della cultura. I nostri testi sono molto politici, ma non schierati. Parliamo della condizione sociale della gente che soffre la negligenza delle istituzioni.

Mi parli del vostro primo lavoro che sta per uscire?

“Il Viaggio” è un’auto produzione, registrato alla DB Record da Domenico Murgolo, Mixaggio e Mastering di Ettore Rigotti della Metal House.
Il primo singolo si chiama “Generazione”, è un monito, un invito per tutti a disintossicarsi dal sistema mediatico tradizionale, al fine di recuperare una propria identità, una propria morale e realizzare in assoluta autonomia le scelte di ogni giorno.

Luca ti saluto con un’ultima domanda. Quando avremo l’onore di vedere i Litfiba come vostro gruppo spalla?

Probabilmente prima che diano la pensione a Ghigo.

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