L’uso nel tempo del Castello di Barletta

Curiosità


Per capire bene l’uso nella storia del Castello di Barletta bisogna addentrarsi nelle mura e respirare l’odore delle sue pietre.

Un percorso nella storia e negli avvenimenti di una fortezza che non ha mai smesso di crescere, ampliarsi e contenere.
Iniziando dall’atrio, si continua per piazza d’armi, perdendosi nei sotterranei, penetrando per i bastioni, nelle casematte per poi giungere come d’incanto nel piano superiore che regala una magnifica visuale a cielo aperto.

La torre primordiale fu costruita dai Normanni, era il periodo di un fenomeno che coinvolse tutta l’Europa e che è conosciuto con il nome di incastellamento. L’incastellamento serviva come protezione nei confronti degli altri popoli e/o degli invasori.
Alla prima torre, man mano ne aggiungevano altre anche a seconda dell’importanza della città che aumentava.
Successivamente con l’avvento degli Svevi e soprattutto con Federico II di Svevia del quale è rimasta la “domus” che però non è supportata da nessun documento poiché, si pensa, siano andati distrutti dagli angioini.
Oltre alla “domus” secondo il De Vita, Federico II realizzò anche gli archi a sesto ribassato.

Più documentato è sicuramente tutto il periodo Angioino fino ai giorni nostri. Proprio al periodo angioino risalgono le più importanti ristrutturazioni prima di essere completamente modificato dagli spagnoli.

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La macchina da guerra però avrà un altro epilogo nel corso della storia.

Il restauro moderno durato ben tre lustri ha inizio negli anni ’70. Finalmente un restauro non fine a se stesso, ovvero pensato solo per il recupero dell’immobile, ma si pensò fin da subito al suo utilizzo concreto, ovvero al suo riuso.
Infatti nella progettazione del suo utilizzo funzionale si pensò di destinarlo a spazi per attività culturali come per esempio la Biblioteca Comunale, il Museo Civico, la Pinacoteca (spostata successivamente nel Palazzo della Marra), la “Sala Rossa” (un luogo adibito a sala congressi) e mostre tematiche.

Il risultato ottenuto tra gli anni ’70 e ’80 fu eccellente dal punto di vista storico-archeologico.
Infatti grazie a grandi opere si riuscì a restaurare e isolare strutturalmente le diverse epoche, svelando tutte le fasi di costruzione.

Oggi nel Castello di Barletta e un contenitore nel cui interno si svolgono molte attività culturali. Da pochissimo il Castello è diventata la sede del Polo Museale dedicato a all’Imperatore Federico II e che raccoglie al suo interno 329 opere lapidee.

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