La pasta della nonna: le Strascinate barlettane

Curiosità

L’invenzione di mescolare ogni tipo di farina ed acqua è antica quanto l’uomo. Macinare il grano, come esigenza, in ogni dove, al fine di creare un prodotto per l’alimentazione giornaliera. In ogni continente infatti esistono esempi che testimoniano come dalla farina e dall’acqua si riescano a produrre derrate alimentari semplici capaci di saziare a poco prezzo.

Non ci sono dubbi sul fatto che gli spaghetti siano arrivati a noi dalla lontana Cina grazie a Marco Polo, però l’elaborazione della pasta fresca proviene dai paesi arabi. Infatti anche nella vicina Spagna è possibile trovare i “fideos”, questi non sono altro che la rielaborazione degli antichi “fad” arabi, ovvero una pasta sottile di forma cilindrica. Gli arabi escogitarono una soluzione per conservare il cibo e portarlo con se durante i lunghi viaggi in carovana o in nave. Per questo motivo diffusero l’invenzione in tutto il Mediterraneo.
La pasta però ha origini molto più antiche, infatti risale agli antichi Etruschi e ai Romani. I primi, attraverso delle raffigurazioni nelle loro pitture funerarie, rappresentano alcuni utensili per la preparazione della pasta fresca che in quella epoca assomigliava alle nostre lasagnette. Con i romani invece, attraverso gli scritti delle satire di Orazio possiamo scoprire la prima tagliatella nostrana.

Il Sud Italia, grazie alla sua storia, gode di un gran numero di influenze culturali in ogni campo, e in special modo nella cultura alimentare. La pasta nel mezzogiorno è l’elemento base della nutrizione quotidiana, per questo motivo abbiamo una infinità di prodotti diversi.

Posto che vai, pasta che trovi.
A Barletta si fanno le “strascinate”, ovvero una pasta fresca, con farina di semola di grano duro, impastata con acqua. Una volta lavorato l’impasto, si fanno i “cingoli” ovvero dei cilindri uniformi che vengono spezzettati. Ogni pezzetto viene poi “strascinato”, strisciato, sulla spianatoia con le dita o con un coltello, e si ripete l’azione per ogni cilindro fino a terminare l’impasto.
Osservare la lavorazione, manuale, della pasta fresca è un’esperienza che ci porta indietro di tantissimi anni. Generalmente sono le nonne che con le loro mani laboriose, riescono a creare quei pezzettini di pasta che verranno consumati nel giro di pochi minuti; questo ci rende l’idea di quanto amore si impieghi nella loro elaborazione e di quanto siano apprezzate. Le strascinate sono servite molto spesso con il ragù, ma anche con le cime di rapa come da tradizione in tutta la Puglia.



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