Il linguaggio del Mediatore

Curiosità


Mentre in tutta Italia (e non solo) spopolano giochi come il Burraco ed il Poker Texano, a Barletta il gioco di carte più caratteristico è, senz’ombra di dubbio, il Mediatore.


Non staremo qui a ricordarvi le regole del gioco (ognuno apporta le proprie sfumature al regolamento) né a fornirvi lezioni di tattica (potremmo non esserne all’altezza) ma ci limiteremo a descriverne gli aspetti più simpatici.

In particolare, una delle caratteristiche più divertenti del gioco del Mediatore è la terminologia tecnica, spesso e volentieri accompagnata da una rigorosa gestualità.

M’arréss” (mi arrasso – gioco una carta di trionfo) esclamazione tipica del chiamante che dev’esser pronunciata con tono deciso quasi a mò di sfida. L’intento della giocata è quello di “far uscire i trionfi agli avversari” (farli terminare). Solitamente è anche seguita da un energico lancio della carta sul tavolo.

Accèid” (uccido – gioco una carta di trionfo su una non di trionfo con lo scopo di conquistare la base) espressione vocale, decisamente aggressiva e ancor più esaltante se pronunciata da un componente del “popolo” senza, però, voler aizzare istinti omicidi ma solo intendendo: “altolà! Devi pagare la dogana”.

A’ maniggh’” (la maniglia – la carta che vale di più per ogni seme”) si annuncia la carta come a voler sottolineare: “possiedo io la carta migliore e non ho alcun timore di voi e delle vostre carte”.

Inoltre esistono tante altre peculiarità linguistiche, più o meno comuni, strettamente legate al gioco del Mediatore e vorremmo foste voi a suggerircele nei commenti.

“Arrassatevi” amici e buon divertimento a Barletta.

Commenti

commenti