I proverbi religiosi del dialetto barlettano

Curiosità

Noi di a Barletta siamo molto legati alle tradizioni, e per questo ci piace rispolverare proverbi e vecchi modi di dire per ricordarli e per far sì che si tramandino ancora negli anni.

Molte delle tipiche espressioni della letteratura popolare racchiudono in sé sentenze, consigli e ammonimenti, alcuni dei quali, ancora oggi, potrebbero essere utili per la vita di tutti i giorni. La saggezza dei nonni, si tramanda a noi anche in questo modo e bisogna farne tesoro, non sprecarla.

Molti sono i proverbi che riguardano il campo religioso sia in forma di metafora che di insegnamenti veri e propri.

Vediamo insieme i proverbi e cerchiamo di tradurli in italiano e di capirne il senso.

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Uno tra i più conosciuti e ancora usato talvolta è:

A Ciar s stròusc e a bbr-gg-ssion nen camèin
La cera si consuma e la processione non cammina

Un detto che si usa recitare quando si perde del tempo prezioso senza risolvere nulla.

Un altro modo di dire che mi ha sempre incuriosito è ciò che si dice a qualcuno quando starnutisce. Oltre a: “Salute!”, i più anziani, ancora oggi dicono:

Crisc send!
Cresci Santo!

Modo di dire col quale non solo si augura la salute e il benessere fisico ma anche una crescita in odor di santità, moralmente impeccabile.

Questo non è da confondere con un altro detto:

A send vu jéss!
Che santo possa essere!

Che corrisponde ad una speranza o ad un’imprecazione verso colui che combina delle indolenze.

Un altro modo di dire ancora in uso è:

Megghij a Ddeij!
Che letteralmente si traduce: Meglio a Dio!

Ma che sta a significare Dio non voglia! oppure Non sia mai!

Quando ci si trova in una situazione difficile un consiglio che si da, rifacendosi alla saggezza popolare, è:

Ajut-t ca Ddeij t’aiout
Aiutati che Dio ti aiuta

Che vuol significare: non sperare nell’aiuto altrui, pensa a te stesso, perché Dio ti dà una mano soltanto se tu per primo contribuisci ad aiutarti.

Un altro vecchio proverbio recita:

C ma fett ‘a ches du Bbon Gesù? Ca cud ca tres nenn ‘ess cchijù?
Che? Abbiam fatto la casa del Buon Gesù? Che chi entra non esce più?

Questo detto fa riferimento a chi, incurante, approfitta della bontà di qualcuno e della sua buona fede.

Rileggere e ricordare questi antichi modi di dire è sempre divertente e interessante e ci mostra, in chiave umoristica, tanta parte della storia della lingua nostrana. Se, a voi lettori, dovessero venire in mente altri proverbi o modi di dire, non esitate a scriverceli.



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