I modi di dire del dialetto barlettano: il vuliscio

Curiosità


Quante parole avete sentito nella vostra città che vi hanno incuriosito?
Molto spesso mi sorprendo ad ascoltare parole in dialetto barlettano cadute in disuso, che credo di non aver mai sentito e mi incuriosisce andare alla ricerca delle origini o del significato di esse.

Una di queste parole, che ormai è entrata a pieno titolo nel gergo cittadino tanto da essere un termine dialettale italianizzato, dunque usato anche nella sua versione “italiana” è la parola vuliscio.

dizionario-barlettano

Cerchiamo di capire insieme qual è il significato effettivo di questo vocabolo.
Per vuliscio si intende più propriamente una voglia non ordinaria, particolare e sorprendente che si presenta inaspettatamente. Quanti di voi hanno sentito o utilizzato il modo di dire: “Oggi ho proprio il vuliscio di gelato” o di qualsiasi altra cosa?. Molto spesso questo desiderio irrefrenabile si associa alle donne in gravidanza tanto che a questa affermazione frequentemente segue la domanda “mnè, ma ste ‘ngind?” che tradotto in italiano significa (donna, sarai mica incinta?).
Questo termine è contenuto anche in un antico proverbio barlettano che spesso da piccola mia nonna usava ripetermi quando le facevo richieste assurde e pretendevo che fossero soddisfatte:

Tèn u vulèisc d’a tranàs, ca vulètt pscè mbècc a mèzz d’a scòp…

Che letteralmente significa:
Ha la voglia della tranese, che volle fare la pipì sul manico della scopa” e che è una frase utilizzata nei confronti di chi si fa cogliere da strane e inaspettate voglie oppure per indicare colui che si fa trascinare da ambizioni ridicole e irrealizzabili.

Il motivo per il quale questi desideri inspiegabili fossero attribuiti proprio alle donne residenti a Trani non saprei spiegarlo. Probabilmente questo è uno degli antichi sfottò da sempre esistenti tra una città e quelle limitrofe che, sin dalla notte dei tempi, incomprensibilmente nutrono antipatie tra di loro.

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