Curiosità sul borgo di San Giacomo a Barletta

Curiosità


San Giacomo”, uno dei quartieri più antichi di Barletta

Barletta è una città dalla storia in qualche modo specifica, perché nel periodo della sua maggiore fortuna, tra 1200 e 1300, anzi tra 1150 e 1300, è stata una grande città, almeno per il Mezzogiorno, e come tale non ha avuto una forma urbana definita, essendo interessata piuttosto da un processo di ampliamento successivo dalla cinta murata che in genere si è riscontrato in periodo medievale solamente nei grandi centri.
Gli ampliamenti furono rilevanti ma soprattutto per le specificità del processo di crescita dovuto alla singolare situazione amministrativa del territorio che restò diviso fino al ‘300 tra il comune di Canne e quello di Barletta.

Fu una simile situazione a determinare storicamente la formazione, immediatamente dopo lo sviluppo della “civiltà” (com’è chiamata nei documenti), e cioè dell’attuale rione dei marinai attorno alla chiesa di S. Maria, ed anzi in sua concomitanza, del cosiddetto “Borgo S. Giacomo”.
Il borgo di S. Giacomo fu il secondo nucleo ad essere popolato nella città, principalmente pare per immigrazione in Barletta di popolazioni cannesi.
C’era un’area libera nella quale però la costruzione della chiesa del S. Sepolcro, nei primissimi decenni del 1100 e appena dopo, forse, quella della chiesa di Nazareth determinarono nuovi fattori di polarizzazione tra i due poli originari.
Lo sviluppo principale della città è databile all’incirca dal 1150 al 1300. Un fatto di grande rilevanza, subito dopo una formazione della doppia polarità tra la “civita” ed il “Borgo S. Giacomo”, fu l’ampliamento angioino.

Qualche immagine attuale del borgo

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Nel ‘300 l’area della città viene ampliata, viene data una ricucitura a tutte le parti che si erano successivamente create nel periodo di intenso sviluppo economico e sociale fra il 1100 e il 1200, ricucitura operata attraverso una grande cinta murata, munita di una serie di torri scalari, che va a inglobare quello che attualmente è il quartiere di “Sette Rue”.