Antichi mestieri: Il Barbiere di Barletta

Curiosità


Farsi la barba è un rito.

In ogni epoca la barberia, in Italia, è stata una tra le botteghe artigianali più frequentate. Anche nella cinematografia, spesso si fa riferimento a questi luoghi per ricordare il prototipo dell’italiano. Questo perché da sempre il rito della cura della propria persona è insito nell’uomo nostrano. Tradizione che abbiamo portato all’estero con onore e professionalità. Spesso si entra in una barberia per “fare salotto”, si scambiano chiacchiere e ci si informa degli avvenimenti cittadini e, perché no, si ricerca accuratamente il pettegolezzo. Un luogo di puro relax dove si cerca di evadere dallo stress e trascorrere un momento della settimana senza pensieri. In questi luoghi si respira l’odore della schiuma e dei dopobarba, si ascolta il suono della lama che sfiora delicatamente la pelle lasciandola liscia e il ticchettio delle forbici che scivolano veloci sulla testa lasciandoci freschi e puliti.

Ogni barbiere ha la sua scuola, il suo stile, la sua mano. Nella barberia però oltre a trovare veri e propri artisti, al momento opportuno si trasformano in psicologi, che sanno ascoltare e darci consigli grazie alla loro esperienza.

Pasquale da più di trent’anni lavora per la cura e la bellezza dell’uomo barlettano. La sua storia inizia da ragazzino, come “garzone” dal maestro, ci dice: “a quei tempi andavo solo a fare pulizie nel locale, però oggi sono io il maestro”. Ci spiega: “Ho iniziato perché volevo tenermi impegnato dopo la scuola, all’epoca non esisteva né la “Play Station” né la “Wii” e i ragazzini come me andavano ad imparare il mestiere.

Il maestro continua dicendo: “Ho clienti di tutte le età, infatti ho anche la classica poltrona a cavallino, così diventa più divertente il taglio ai bambini. Amo la cura del particolare, è importante nella mia professione, curo sempre ogni dettaglio e per questo tornano a trovarmi. E poi sono troppo simpatico”.

Continuando con il suo viaggio nei ricordi, Pasquale ci spiega che quando era “garzone” la barberia era un vero è proprio “social club”. Infatti pur non essendo spesso dei luoghi molto accoglienti, clienti ed amici affollavano il locale per le chiacchierate ma anche per giocare a carte. Quando il maestro finiva un taglio o di “fare una barba” gridava “il prossimo”, e molto spesso c’era qualcuno che cominciava a intonare canti tipici barlettani.

Andare del barbiere era, è e rimarrà un rito che si ripete fin dagli antichi egizi. Un modo per socializzare o farsi due risate oltre a rinfrescarsi con la toletta completa.

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