L’ultimo stagnino, il baluardo contro l’usa e getta.

Cultura

Un antico mestiere che nacque dalla necessità di recuperare oggetti oppure crearne di nuovi, oggi è una professione poco richiesta, perché come ci spiega Ruggiero, lo stagnino di Barletta, siamo abituati a buttar via ciò che è rotto, mentre un tempo, un po’ per mancanza di denaro, un po’ per necessità di mercato, si riparava e si riciclava tutto. Un lavoro di precisione ma anche di velocità, perché spesso la riparazione era effettuata su oggetti di uso quotidiano, come utensili per le massaie, oppure materiali ed attrezzi da lavoro, che si necessitavano con urgenza. Era consuetudine che le riparazioni più piccole e rapide fossero realizzate dall’arrotino che passava diariamente nei quartieri gridando l’ormai storico slogan: ”è arrivato l’arrotino..”.

A Barletta nei pressi di Via Roma possiamo incontrare l’ultimo stagnino della zona a sud dell’Ofanto e in tutto il Nord Barese. Da due generazioni, Ruggiero lavora riparando e producendo oggetti con lo stagno e non solo, però ci confessa che da molti anni ormai è difficile continuare con questa professione, poco richiesta, poiché non ci sono sufficienti richieste per poter mantenere viva l’attività. Le spese sono troppo alte, e lo stato non aiuta le attività dei piccoli artigiani che quindi vanno pian piano scomparendo.

Intanto durante la chiacchierata con il nostro stagnino gli occhi si soffermano sugli strumenti del suo lavoro oltre che sulle antiche foto che dimostrano l’attività incessante degli anni passati. Molti strumenti sono consumati dall’uso e dal tempo. L’artigiano comincia a raccontare di come ha iniziato a lavorare con suo padre e maestro, e di come il mestiere fino a qualche decina di anni fa era un motivo di orgoglio ed invece oggi non viene considerato dai molti che preferiscono gettare piuttosto che riutilizzare.
La speranza di non perdere un antico mestiere come quello dello stagnino forse sta proprio nella crisi che avanza, e con la necessità di riscoprire il valore del conservare e riutilizzare, abbandonando l’abitudine d’oltreoceano dell’“usa e getta”.



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