Le carte topografiche antiche di Barletta

Cultura


Da uno studio più approfondito su carte topografiche antiche della città di Barletta possiamo analizzare il caso dell’evoluzione paesistica.
Il primo documento proposto A1 è datato 1300 d.C. e risalente quindi al periodo degli Angioini. Questa carta ci offre una mappatura di come la città si presentava all’epoca con l’ampliamento effettuato dagli stessi angioini. Come possiamo notare non è rappresentata la zona di ponente, ma soltanto la parte di città dentro le mura.

Le carte A2 ed A3 e cioè quelle cinquecentesche ci danno solo la possibilità di capire che la cittadina all’epoca era riversa direttamente sulle rive del mar Adriatico e che quindi la zona del porto con le sue strutture odierne sono da attribuire al ritiro delle acque in epoche più vicine ai giorni nostri. Così come è ipotizzabile l’idea che nelle zone di levante e di ponente non ci fosse nessun tipo di struttura, a parte qualche fabbricazione di deposito per materiale agricolo, dato che come si denota nella pianta del 1793 di Gabriele Pastore (A7), commissionata dalla famiglia Esperti, il territorio a destra del castello (quindi zona di ponente) è una zona dedicata prevalentemente alle culture di campo. Alla coltura dei campi del resto era votata tutta la zona fuori le mura, come possiamo vedere dalla rappresentazione del Pacichelli datata 1702 (A4), che ci dà una veduta da terra con una prospettiva inversa a quella reale.

Le immagini delle carte topografiche antiche di Barletta

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In carta A5 abbiamo un’evoluzione storica della situazione strutturale della città, che dall’epoca normanna al 1840 non ha grandi ampliamenti, però possiamo notare che lo sviluppo della città avveniva sempre verso l’interno della città stessa e mai verso la zona costiera. Questo sta a significare che Barletta puntava molto su uno sviluppo prevalentemente agricolo seppur non tralasciando l’antica tradizione di porto d’attracco mercantile. Quindi da questa analisi si può evincere come la zona di ponente non sia mai stata presa come fonte di sviluppo della città.
Unico cambiamento denotabile sul territorio di ponente si evince sulla pianta A7 dove comincia a sorgere una pineta che andava dalla “zona del castello” fino alla zona “Pantanella”. Pineta che, nei due secoli successivi fu man mano estirpata per dar luce a due campi di calcio (nella zona Portuale) negli “anni 70” del 900 (oggi area parcheggio) e per incuria nelle zone verso “Pantanella”. L’unica parte di pineta restante è quella che si trova a ridosso del “Paraticchio” come si può notare su carta A9.2. Inoltre la carta A9.2 (che risale al 17/11/03) è l’unica che ci fornisce l’esistenza del cimitero la cui fabbricazione risale alla fine del 1800 nella “zona nord” di ponente.

Rilevante è la pianta topografica delle terre demaniali del municipio di Barletta, poste oltre il fiume Ofanto. Attraverso l’analisi di questa carta si può immaginare che le terre poste lungo la litoranea di Ponente, fino al fiume Ofanto e oltre, abbiamo terre adibite al solo uso agricolo, sfruttando le fertili terre riverse sulle acque adriatiche.

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