La “Vergine Orante”

Cultura


Passeggiando per le vie del centro storico di Barletta ci si sente come attratti verso la Cattedrale di Santa Maria Maggiore.

La Chiesa, dalla storia antichissima e frammentata, rappresenta il fulcro antico della cristianità cittadina e della struttura che oggi rappresenta il punto di partenza dell’ideale percorso turistico da consigliare ad ogni visitatore.


Giunti nelle vicinanze, tra le varie attrattive che possono richiamare l’attenzione c’è, senza ombra di dubbio, una piccola statua ricavata nella pietra e posta sotto l’arco del campanile della Cattedrale.

Molte sono le storie ed i nomi che accompagnano questa icona dall’incerta origine e rappresentazione.

Da alcuni esami storici, però, sembra ormai certo, quantomeno, che la raffigurazione è quella della “Vergine Orante”.

Il modello dell’Orante con le mani alzate è una delle più antiche rappresentazioni cristiane conosciute e se ne ha testimonianza certa già a partire dal IV secolo.

Le braccia della Vergine sono rivolte verso il cielo, i palmi delle mani rivolti verso l’alto esprimono pienamente l’attesa del Dono da parte di Dio, di cui Maria è ben cosciente.

A Barletta la “Madonnina” di circa 50 centimetri di altezza rievoca però varie leggende che hanno affibbiato alla Vergine altrettanti nomi.

Comunemente la città la epiteta semplicemente “Madonna sotto il Campanile” grazie alla sua particolare collocazione che non può trarre in inganno nemmeno i turisti che per la prima volta visitano Barletta e le sue meraviglie.

La “Tradizione Marinara” la considera la “Madunn d’ nan secc’ nind” (Madonna di non ne so niente). Nomea sicuramente derivante dal gesto tipico di chi, ingiustamente accusato di qualsiasi cosa, alza d’impulso le braccia quasi ad arrendersi dichiarando la propria estraneità ai fatti.

A Madunn dù scumbeid” (Madonna della Disperazione), invece, rappresenta il nome derivante da quella parte della cittadinanza che vede raffigurata una disperazione dell’immagine sacra dovuta all’alternarsi dei lavori e degli stili che hanno influenzato il modellamento della Cattedrale nonché lo spostamento della piccola statua da una parte all’altra della struttura.

Questi sono gli appellativi che riaffiorano nelle nostre menti ma non è da escludere che ne esistano anche altre custoditi più o meno gelosamente dai cittadini di Barletta. Racconti leggendari tramandati di generazione in generazione e che, come la tradizione vuole, prendono forma da un selezionato miscuglio di realtà e fantasia.

A prescindere dal nome che le si voglia attribuire, dall’origine che si possa supporre e dalla collocazione di sicura importanza è una delle attrattive più caratteristiche che la città di Barletta offre tra arte, storia ed un alone di leggendario mistero che può sicuramente stuzzicare la curiosità.

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