Santuario dell’Immacolata concezione

Chiese


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Alla fine del XIX secolo si iniziò a pensare alla nascita del Santuario dell’Immacolata Concezione, più comunemente chiamato Chiesa dei Monaci. Considerato come il più antico e più ampio tempio della nostra regione dedicato alla Vergine SS. Immacolata, il bisogno della costruzione di questa nuova Chiesa ha due spiegazione: la volontà di far tornare nella città di Barletta i frati Cappuccini, che se ne erano allontanati a causa del pregiudizio giacobino anticlericale, e la constatazione che il rione di S. Nicola, ai tempi molto popoloso, non avesse alcuna parrocchia di riferimento.
Questo antico edificio di culto fu inaugurato il 13 agosto 1902 ed ebbe come primo superiore il padre Alfonso da Toritto. All’8 dicembre 1904, invece, risale la lapide che si trova a fianco dell’altare maggiore, fatta murare dai contadini e dagli operai che così onorarono la Vergine Immacolata nel centenario della definizione dogmatica.

Una data molto importante per il Santuario dell’Immacolata è quella dell’8 dicembre 1920, quando padre Paolo da Valenzano fondò l’Azione Cattolica. Un frate molto coraggioso e la cui opera educatrice fu molto significativa. Infatti, nonostante padre Paolo avesse subito un’aggressione armata durante l’età fascista, continuò a resistere per servire la comunità e per infondere nei giovani barlettani gli ideali di libertà, di amore verso il prossimo e di pace.

All’agosto del 1921, invece, risale la celebrazione del VII centenario del Terz’ordine Francescano e la costruzione della facciata della chiesa.

Nel 1932 proseguirono i lavori del Santuario quando l’impresa Ceci e Nigro si impegnò a terminare l’edificazione della chiesa, a patto che il Comune non ostacolasse la raccolta delle offerte del popolo e che i muratori regalassero un’ora la settimana del proprio lavoro per portare a termine il progetto.
Fu lunga la strada e furono tanti i sacrifici fatti, ma finalmente, nell’autunno del 1935, la chiesa venne terminata, il 5 gennaio del 1936 venne consacrata al culto da Sua Eccellenza l’arcivescovo di Trani, monsignor Giuseppe Maria Leo e il 18 dello stesso mese venne accesa, sull’estremità della cupola, una lampada votiva per i Caduti di tutte le guerre.

Con la seconda guerra mondiale, nel 1939, i frati Cappuccini realizzarono tante opere utili per la cittadinanza e i fedeli, come ad esempio un centro di attività religiose che fu molto frequentato e in cui si compivano azioni di volontariato, fondamentali per quegli anni segnati dal conflitto. Anche la chiesa, oltre agli altri edifici della nostra città, dovette subire un duro colpo, però, quando i tedeschi, in conclusione della guerra, nell’abbandonare la città, colpirono la cupola con un cannone.

L’elevazione a Santuario del Tempio risale al 15 agosto del 1946, con decreto emesso da mons. Francesco Petronelli.
Nel 1950 cominciarono i lavori di costruzione di un grande salone, in un’area che apparteneva alla chiesa e che ne era situata di fronte, dove dal 1953 vi sarà adibito una sala cinematografica e teatrale.
Nel 1960 furono ultimati i lavori di rivestimento della cupola e nel 1964 venne inaugurata la Scuola Materna Madonna Immacolata.

La chiesa fu così ben organizzata e coordinata dai frati francescani, i quali riuscirono ad attirare un grande numero di fedeli, che nel 1970 fu elevata a parrocchia con la conseguente nomina del primo parroco, padre Gabriele Giovanni Simone.
Nel 1972 i frati decisero di attuare un’opera di restauro all’interno della chiesa. Dopo due anni di intensi lavori ci fu una profonda trasformazione interna: tutto il pavimento fu ricoperto di mosaico, gli altari vicini ai muri furono rimossi e l’unico altare rimanente fu collocato di fronte ai fedeli, ossia coram populo.

Importantissimi ancora oggi, a distanza di molti anni, sono i graffiti eseguiti in quella importante fase di restauro. Appena si entra nella chiesa, infatti, si nota la bellezza e la sinfonia di luci e colori che questi sprigionano.

Nell’abside si può notare il prestigioso graffito dell’Immacolata che raffigura a destra un fiume di rettili coperti dall’ombra, rappresentanti il male, che si avventano sulla Santa Madre posta al centro. Maria, ricoperta dalla luce di Dio, è raffigurata in adorazione verso Dio, con le mani alzate al cielo a dimostrazione del suo amore.
Poi ci sono i graffiti disposti sui lati dell’abside. A destra scorgiamo l’Annunciazione in cui sono ravvisabili molti simboli mariani tra cui la città di Dio, il cedro del Libano e la radice di lesse, mentre a destra ci sono Adamo ed Eva e la figurazione della croce. Sotto il velo della Madonna, inoltre, troviamo S. Francesco e S. Massimiliano Kolbe che hanno come controfigura la sagoma di Padre Pio e di Padre Mariano, a cui segue, anche su questo lato, la vasta simbologia mariana: il pozzo d’acquaviva, la casa d’oro, la stella del mare, ecc.
Sulle pareti laterali possiamo ammirare altri graffiti policromi tutti risalenti agli anni settanta. L’osservatore curioso noterà che a sinistra c’è S. Francesco d’Assisi che contempla Dio con le braccia protese verso di lui mentre nella parete di destra troviamo S. Antonio da Padova che sorregge il vangelo. Questi preziosi graffiti sono opera di Padre Ugolino da Bellomo al quale furono affidati gli importanti lavori di restauro del 1972. Opera del maestro furono anche i lavori realizzati all’interno del presbiterio, ossia l’ampio ciborio in bronzo, l’altare realizzato in cemento, il battistero a forma di barca.

Il 4 ottobre in questa chiesa e in tutto il rione in cui sorge, viene festeggiato San Francesco d’Assisi.