Chiesa Sant’Andrea

Chiese


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La Chiesa di Sant’Andrea è un’antica chiesa situata nel centro storico della città di Barletta, esattamente in via Sant’Andrea, a ridosso delle mura urbiche. La particolarità di quest’edificio religioso sta nella sua posizione soprelevata di circa cinque metri rispetto al livello stradale. Per questo motivo l’accesso principale alla chiesa è situato in cima ad una lunga scalinata. L’accesso secondario, invece, è posto sul lato destro della chiesa all’incirca al medesimo livello di via Duomo, principale strada del centro storico. La chiesa, da un punto di vista architettonico, risulta essere il risultato di una serie di stratificazioni, aggiunte e accorpamenti, avvenute nel tempo. Il prospetto ovest, quello principale, vede in asse la presenza del portale monumentale e, superiormente, di una finestra arcuata che illumina la navata centrale. Il tutto termina con il profilo del tetto a falde.

Il portale monumentale che consente l’accesso alla chiesa è finemente ornato e presenta, su ognuno dei due lati quattro colonnine con capitelli, che probabilmente anticamente sorreggevano un arco superiore. Il timpano è lunettato e presenta un bassorilievo scavato nella pietra raffigurante il Cristo nel mezzo con a destra la Vergine Maria e a sinistra Giovanni Battista, entrambi scolpiti con le braccia tese e volte verso la figura centrale di Gesù. Le altre due sculture laterali, invece, rappresentano due angeli inginocchiati di profilo rivolti verso il centro della scena. Ai lati dei portali sono, inoltre, posti due piedritti, ossia due colonne verticali, su cui sono raffigurate altre scene dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Entrando nella struttura ci troviamo di fronte a tre navate. La navata centrale, coperta con un sistema a capriate lignee, è separata da quelle laterali attraverso una serie di pilastri sormontati da archi. L’interno è illuminato da finestroni posti lungo la navata centrale, in alto, sul lato meridionale della chiesa. Sul fondo, in asse con l’accesso principale vi è l’altare maggiore, coperto da una volta a botte. Nelle navate poste ai lati, invece, è possibile osservare dodici diverse cappelle, tutte costruite in momenti diversi.

Storia

L’attuale Chiesa di Sant’Andrea risale al 1180. In origine il nucleo dell’attuale edificio religioso era occupato, almeno in parte, da una chiesa dedicata al Santissimo Salvatore, che doveva essere una piccola cappella con un tipico impianto romanico terminante con un’abside retrostante. Ubicata con l’ingresso principale rivolto alla strada che portava all’antico porto, originariamente era di dimensioni più ridotte rispetto all’attuale struttura e nei documenti era descritta con il nome di “Aedicula San Salvatoris” perchè, appunto, consacrata al SS Salvatore.
Al secolo successivo, dunque al XIII sec., si fa risalire il magnifico portale, una delle opere più salienti dell’arte pugliese del ‘200, creato dallo scultore Simone di Ragusa. In principio, la chiesa apparteneva alla nobile e potente famiglia Della Marra ma nel 1532 fu ceduta ai frati Minori Osservanti. Da questi la chiesa fu ampliata e modificata e fu consacrata a S. Andrea il 30 maggio 1592, come si legge in una iscrizione situata presso la porta d’ingresso. Da allora la chiesa diventa ad unica navata, così com’era lo stile edificatorio solito dei Minori, che preferivano ambienti unitari, caratterizzati da una completa visibilità dell’interno.

Nella seconda metà del XVI sec. la struttura fu ampliata con le due navate laterali, presbiterio, coro e cappelle laterali, quest’ultime edificate a spese delle famiglie patrizie locali, che per devozione cristiana e grande stima verso l’ordine religioso, si adoperavano affinché le loro tombe fossero là dove officiavano i padri. Per questo, nel corso dei secoli, la chiesa fu arricchita dalla presenza di pregevoli busti marmorei, stemmi e lapidi commemorative. Un’opera di grande rilievo fu quella istallata dietro l’altare maggiore da due maestri falegnami ed intagliatori provenienti da Napoli, Angelo Carella e Francesco Ferrara, i quali lavorarono il coro di legno di noce e personalizzarono ogni stallo con l’immagine in rilievo di un Santo. In prossimità dell’ingresso laterale della chiesa fu, inoltre, posizionata la Cappella dell’Addolorata, tutta creata in legno con 24 nicchie, ognuna delle quali contenente il busto di un Santo, recante nel petto una reliquia. A qualche anno più tardi, il 1601, invece, risale l’antico organo costruito dal maestro Angelo Carbone, anch’egli di scuola napoletana.

Nel 1578, accanto alla Chiesa fu costruito, ad opera dell’Abate Gian Giacomo Affiatati e grazie al supporto economico di privati e del comune, il convento. All’interno di questo monastero nel 1618 i Frati Minori decisero di istituire una scuola di teologia e filosofia, la quale, dopo opportune modifiche di ampliamento, fu dotata di un’importante biblioteca e di una scuola. Alla fine del ‘700, con l’arrivo dei francesi in città il convento fu utilizzato come quartier generale delle truppe militari, ponendo fine all’insegnamento di teologia e di scuole elementari che da tempo ormai veniva praticato.

Alla partenza dei francesi l’editto murattiano del 1809, che prevedeva la soppressione degli Ordini religiosi vide la fine della storia monastica dell’edificio conventuale, che venne consegnato al Comune, mentre la chiesa restava aperta per le celebrazioni liturgiche. Fino all’Unità d’Italia la storia del monastero è stata la storia di avvicendamenti di truppe militari. Dal 1876 invece questo fu adibito in parte a carcere e in parte a caserma, mentre la chiesa, chiusa alcuni decenni prima, continuava a restare chiusa al pubblico. Solo negli anni trenta del novecento i carabinieri si trasferiranno nell’attuale sede, lasciando liberi i locali del convento. Nel 1959 la chiesa di Sant’Andrea fu elevata a Parrocchia e da allora ha continuato ad esercitare un forte richiamo sulla comunità cittadina.