Chiesa Sacra Famiglia

Chiese

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Esistono, a Barletta, due chiese che si chiamano Sacra Famiglia.

La più antica si trova alle spalle della villa Bonelli, tra via Trento e via Gorizia e risale al 1909. Inizialmente, fu edificata una piccola cappella su un suolo appartenente al vicario Francesco Paolo Scuro, che, nel 1913, fu ampliata divenendo una vera e propria chiesa, in cui la piccola cappella iniziale divenne la sacrestia. Questo luogo di culto fu, da subito, il centro di promozione di diverse attività che coinvolsero i fedeli. Negli anni ’30 fu aperto un Centro culturale e sociale e in seguito anche un Asilo la cui direzione fu affidata alle suore dell’Immacolata Concezione di Ivrea. Con il tempo, però, la chiesa fu attorniata da numerose abitazioni che ne limitavano l’area d’accesso e la nascondevano. Presto, dunque, ci si rese conto che c’era bisogno di una nuova parrocchia più ampia, anche perché il quartiere si era ingrandito e la popolazione era aumentata.

Don Domenico Lionetti e Don Tobia Mascolo, essendo a conoscenza della donazione di Villa Placida (una cospicua area sita in via Canosa), fatta dal canonico Domenico Rizzi, si impegnarono affinché quello spazio fosse dedicato alla costruzione di un nuovo tempio che recasse lo stesso nome del vecchio, ma che fosse posto su una via principale del quartiere, così da avere una maggiore attrazione sui fedeli.
L’impegno di questi due preti fu gratificato dopo lunghi anni con la nascita della nuova chiesa Sacra Famiglia, che ancora oggi si trova su via Canosa, di fronte alla villa Bonelli.

Struttura

Il 6 maggio 1984, l’arcivescovo mons. Giuseppe Carata poneva la prima pietra della nuova chiesa e, sei anni dopo, l’8 dicembre 1990 la consacrò durante la Solennità dell’Immacolata Concezione della Vergine Maria, dando vita di fatto al nuovo complesso parrocchiale.

La struttura architettonica dell’edificio è particolare e rispecchia esigenze culturali e strutturali. Infatti, non avendo la possibilità di realizzare un corridoio centrale che scorresse sia parallelamente che perpendicolarmente a via Canosa, il progetto fu ideato girando il corpo di fabbrica di 45° rispetto alla strada. Si è ottenuto, così, un corridoio centrale come diagonale di un quadrato di 25 metri di lato il quale, tagliato obliquamente agli angoli da all’area interna della chiesa la classica forma ottagonale, quasi sempre utilizzata nelle chiese antiche. Perpendicolarmente al corridoio centrale, se ne sviluppa uno laterale (con alle estremità due portoni), che nell’insieme formano una croce, cui corrisponde – nella volta – un lucernario, sempre a forma di croce, dalle stesse dimensioni.

La chiesa poggia su un’area molto grande e riesce ad ospitare fino a 500 fedeli. I massicci banchi sono disposti in lieve discesa per garantire a chiunque la vista dell’altare durante la santa messa. L’interno presenta tre portoni e tre prese d’aria in alto che garantiscono una buona luminosità e una buona circolazione d’aria. A destra e a sinistra del vestibolo, sono presenti due matronei a forma di trapezio (ospitanti ciascuno 40 posti a sedere), che comunicano con l’aula assembleare attraverso una grande parete in vetro. In alto, sopra il vestibolo, si può notare il solaio in cui è presente l’organo monumentale con ventisei registri reali.

La chiesa è molto interessante, oltre che da un punto di vista architettonico, anche da un punto di vista artistico.
Il pavimento è realizzato in granito ed è allineato geometricamente, tanto da favorire la precisa disposizione dei banchi, separati al centro da un passaggio che guida il fedele fino al presbiterio. Le pareti sono elegantemente ornate e presentano pannelli dogati multicolore in legno. Preziosi mosaici, invece, sono disposti, sia sulla facciata che sullo sfondo del presbiterio e rappresentano la sacra Famiglia, da cui la chiesa prende il nome. Un grande campanile, composto da dieci campane, è posizionato al lato della facciata principale.

L’edificio, non è composto solo dal centro parrocchiale, ma, anche, da altri corpi di fabbrica nei quali si svolgono diverse attività. Nel 1994 si sentì l’esigenza di ampliare il complesso e si pensò alla sopraelevazione di un terzo piano, terminato il quale, si diede inizio alla costruzione di un grande Auditorium (che ospita 500 persone), completamente interrato e dedicato a monsignor Addazzi, che fu inaugurato il 9 aprile 1995, durante la Domenica delle Palme.



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