Il Barletta resiste a Lecce, al Via del Mare Miccoli non passa!

Archivio


» articolo a cura di Savino Tupputi

Eccomi qui, cinque lustri più tardi e poco più, a rivivere da adulto ciò che ormai è un vago ricordo d’infanzia; quante volte abbiamo sentito frasi come “ai miei tempi” o “erano altri tempi” o ancora “che ne puoi sapere tu, eri piccolo”… beh, io tante, troppe volte! Ricordo domeniche d’inverno col bagnetto, la messa alla Sacra Famiglia, la “dolcevita” sotto la felpa, il ragù e… la corsa con papà e zio allo stadio: si chiamava Vittorio Veneto prima, ai tempi della “B”… ora si chiama Cosimo Puttilli ma ritrovare sempre lì la Salernitana mi ha fatto all’improvviso sentire grande, troppo forse, per essermi perso tutta l’adolescenza e la maturità ad inseguire un mito, a vivere di ricordi, dei bei tempi che furono.

È mattina e come ogni domenica col sole a Barletta è usanza andare “o Con Vist” per un caffè: giretto, parcheggio macchina in divieto, se sei giusto in moto, se lo sei ancor più e sei figo in bici: all’improvviso davanti a me un gruppo compatto snickers, jeans, t-shirt granata o con scritte granata e qualche sciarpa al collo… sono loro, gli ultras Salerno; alcuni ancora indossano il logo “Plaitano”, altri omaggiano il Siberiano, altri semplicemente la città del Cilento: la loro spensieratezza è dovuta ad un lontano gemellaggio che i nostri cari ci hanno raccontato e di cui io ho vaghissimi ricordi; scambio due chiacchiere, attestati di stima, rispetto più per i nostri vecchi che per altro e di corsa sugli spalti, nel settore, quel maledetto settore che da quel 5 maggio (epico per gli juventini) non ci vede esultare per un maledettissimo gol!

La partita, manco a dirlo, finisce 0-2 e tutti a casa con la consolazione di un Lecce prossimo avversario ancora ultimo in classifica, una penalizzazione per la Nocerina ed un match di coppa Italia infrasettimanale con la Paganese che poco affascina.

Quel mercoledì faccio addirittura di tutto per liberarmi: abbandono il lavoro, non mangio ma nel settore ci devo essere: 15 in punto, sole, tanto, della Paganese poco m’importa… io devo organizzarmi per Lecce: al Via del Mare ci devo essere!

La partita come al solito si mette male, svantaggio, poi rigore a favore al 90esimo, Picci trasforma ed io devo persino spostare l’appuntamento con la ragazza dato che, gara secca, si va ai supplementari; qualcuno addirittura, causa impegni, voleva finisse sto scempio ma il gol galvanizza i ragazzi che prima raddoppiano con Cicerelli, poi triplicano con Pippa e ci regalano un altro derby guarda caso ancora col Lecce ma a domicilio stavolta.

Organizziamo i pullman, siamo un paio di centinaia di aficionados al seguito: ci saremo sempre e comunque, al di là del risultato perché anch’io un giorno vorrò dire a mio figlio “C n put sapè tou, sì criatour angor”; di padre in figlio, ma mio figlio che ormai il calcio ce l’ha nel dna ci resta male a sapermi a Lecce senza di lui e di esser chiamato bambino non ha voglia: lui è una nuova leva già!

barletta-lecce

Domenica 6 ottobre, pioggia, via Vittorio Veneto, tre pullman, 150 barlettani che rinunciano alla braciola, tripudio di colori bianco e rosso: si parte… andiamo a casa di Miccoli! Scorta sin da Barletta, due pattuglie locali ci accompagneranno fino a destinazione: troppo grande il pericolo di incontrare altre tifoserie dato che in concomitanza si gioca un Brindisi-Taranto dei poveri!

Arriviamo, superiamo i tornelli, soliti controlli, poi insieme cominciamo a compattarci, cori, sfottò, l’adrenalina sale, la voglia di calcare il settore aumenta, si sale: è un emozione, lì son venute le big di serie A… oggi ci siamo noi!

Cominciamo a cantare e sarà così fino alla fine: non ci fermeremo mai nonostante una squadra imbarazzante che sino a fine partita avrà un solo merito: reggere e non prendere gol; tabellini impietosi: 14-0 i calci d’angolo, 80% possesso palla squadra di casa, che vanta un palo ed un gol in off side mentre noi dalla nostra un tiro nello specchio in tutti i 95’!



I ragazzi, nonostante una prima contestazione contro la Salernitana, vengono a salutarci sotto il nostro settore, prendono applausi solo per la tenacia che hanno avuto a non farsi sopraffare ma non per altro: 6 giornate, 6 gol subiti, 2 punti in classifica, terzultimi e ancora 0 gol fatti; la prossima giornata da calendario riposiamo: è solo per una questione logistica non per stanchezza… mi sarei concesso il beneficio del dubbio nella seconda ipotesi.

Basato su una storia vera, mik a kiakkjer!

Commenti

commenti