Con la Paganese il Barletta perde partita e presidente, ma non la tifoseria

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» articolo a cura di Savino Tupputi

Lunedì 28/10/2013, ore 15:00. È da stamattina che non faccio altro che pensare alla giornata di ieri, oddio ogni lunedì per qualsiasi sportivo è un giorno particolare per metabolizzare la domenica calcistica e pensare a quella successiva; poi se non ti soffermi solo ad assistere in tv alle gare più cool e fai come me, che ti metti in un autobus e ti fai kilometri per seguire la tua amata, è proprio un gran bel giorno soprattutto dopo una sconfitta, l’ennesima, e per di più della terza serie!

…dov’eravamo rimasti? ah si, sarebbe arrivato L’Aquila del nostro ex Saveriano Infantino, già, ricordo: prestazione che finalmente ci ha visto annullare quello 0 dalla casella dei gol fatti, addirittura portarlo a 2, ma a che serve se ne prendi altrettanti! Un 2-2 maturato al 95esimo grazie ad una rete di pregevole fattura di uno dei pochi che quest’anno sta dimostrando sul serio di tenere alla causa Barletta, Picci, preceduto dal momentaneo pareggio della solita punizione di capitan Allegretti per mettere fieno in cascina, un punto che non aiuta nessuno ma che comunque evita l’ennesima delusione.
Infantino fa gol” è stato il ritornello della domenica, ne è valsa la pena forse solo per lui: vederlo sotto la Nord, togliersi la sua nuova maglia per indossare quella del G.E. è stato emozionante: il bello del calcio!

La possibilità di un mezzo riscatto è stata concessa agli uomini di mister Orlandi già tre giorni dopo al Puttilli in gara unica di coppa Italia Lega Pro contro i rivali del Lecce ma anche lì, in una partita più sentita tra le tifoserie che dai 22 in campo, siamo capitolati col passivo di una rete a zero; fuori anche dalla coppa: della serie… già in campionato non ce la fate, figuriamoci qui!

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E così ci siamo tolti di dosso un altro “peso” e ci siamo concentrati sul big match della domenica successiva, quello di ieri, lo scontro al vertice (basso) della classifica: Paganese-Barletta… indovinate com’è finita?
Ovvio, la quinta sconfitta su otto gare, altre due reti al passivo, una vittoria che non arriva dal famoso 5 maggio e, udite udite, l’annuncio del presidente Tatò di lasciare tutto a fine stagione! Ma come?! e il progetto che millantava fino a dieci giorni fa? voleva 2000 abbonamenti per cosa? società senza un addetto stampa, un D.S./D.G. unico manco fossimo un grande club, un mercato imbarazzante che dopo manco due mesi dall’inizio del campionato delinea quella che sarà la stagione in corso: una debacle!



Meno male che c’è l’altra faccia della medaglia: una tifoseria da applausi, 46 “scemi” che anche ieri si son messi su strada per la loro città: tra quelli “scemi” c’ero anch’io e mai come ieri mi son sentito fiero d’essere barlettano! Siamo andati lì a prendere altre due sberle, sberle che ormai non fanno più male: siamo come un pugile tramortito che non vede l’ora che arrivi il gong, al tappeto; dopo 10′ eravamo già sotto e al 70esimo volevamo già il triplice fischio; quel pugile però ha incassato l’ennesima sconfitta ma non ha tentennato a rialzarsi e a far sentire la sua voce: una voce vera, autentica, da brividi!

L’episodio che vi voglio raccontare (eccezzion fatta per un personaggio “simpaticissimo” che ha animato la nostra trasferta) è accaduto dopo il 90esimo quando la squadra ci ha raggiunto nel nostro settore: non abbiamo contestato nè tantomeno inveito contri i ragazzi, li abbiamo aggregati a noi ed attorno alla nostra gloriosa maglia biancorossa gli abbiam fatto capire, urlando a più non posso, quanto ai quei colori ci teniamo: è stato un canto unico, è finito sui giornali, i tifosi locali che non di certo simpatizzano per noi ci hanno ripreso ed applaudito: dei brividi mi hanno caricato, mi hanno dato tanta voce, eravamo uniti, compatti ed orgogliosi di far capire a tutti quanto amiamo la nostra città! Per questo con orgoglio abbiamo poi preso i nostri meritati applausi, ci siam presi le nostre pezze e le nostre bandiere sventolate dall’inizio alla fine e ci siam incamminati verso il pullman… A TESTA ALTA!

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È per questo che continuo a scrivere, non per il morto che deve solo giungere alla chiesa bensì per noi, noi che ci crediamo sempre e comunque: il BARLETTA E’ NOSTRO e nessuno mai potrà comprarselo e comprarci!!! Lunga vita a chi vive ultras, lunga vita al G.E.!!!

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